
| La fine del mondo di Cristina |
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3 Gennaio 2008
GENOVA --->
Argentina!
Un breve tour per Buenos Aires, tanto per poter dire di
esserci stati... e poi un’altro volo ci porta alla Fine du Mundu: Ushuaia.
Mare, montagna, ghiacciaio, prati, c’è tutto! Incredibile.
Mai visto tutto questo, insieme. In un unico posto!
Herba mate nel thermos e con gli zaini in spalla l’immenso
parco naturale o il vicino ghiacciaio aspetta solo che tu vada alla sua
scoperta. Fitti boschi abitati dai simpatici picchi con le loro creste rosso
fuoco, poi le radure e gli spazi intorno a te .. che inizi a notare quanto sono
immensi ... e ti senti così piccolo e così in pace con il mondo.
E poi Canal beagle, e sei a un soffio da Capo Horne. Nel
piccolo porticciolo ci sono barche a vela di tutti i tipi, soprattutto in ferro
e ovviamente munite di camino (!) con insoliti equipaggi caricano provviste per
raggiungere il famoso Capo.... chiudi gli occhi e sogni. Vorrei partire anche
da lì.
El Chalten è un posto meraviglioso, direi magico... si
respira aria da pionieri, sembra di essere in un film western! E’ l’avamposto per
scalare il Cerro Torre o forse sarebbe meglio tentare di avvicinare la parete
del Cerro Torre... e per raggiungere il Fitz Roy, con possibilità leggermente più
alte di riuscirci ad arrivare in vetta, senza essere spazzati via dal vento che
può arrivare a 200 Km all’ora! Si narra che intere cordate di alpinisti siano
stati letteralmente strappati dalla parete dal forte vento. Qui il tempo è una
vera incognita e la natura, selvaggia, regna davvero sovrana. Puoi scottarti il
naso al sole e lo stesso giorno un’ora dopo ti si possono congelare le dita dei
piedi senza neppure che tu te ne renda conto. La vera forza della natura è
anche questa. The nature is in charge. E da qs parti è veramente rispettata, è
lei che conduce è lei che decide per te e tutto viene fatto a suo volere.
El Chalten, e sembra di essere catapultati in un film di
Sergio Leone... d’inverno non ci abita nessuno, perché la Route 40, sterrata (
ma sterrata, davvero! completamente) non è ovviamente percorribile, nel
villaggio non hanno acqua e dal paese vicino nessun autobotte potrebbe arrivare
(per chi poi ? ). L’Hosteria dove abbiamo alloggiato ben si integra con
l'ambiente, ha l'aspetto dei grandi rifugi, è calda e accogliente. E’ bello
chiamarla casa. Le persone sono genuine.
L’avvicinamento ai ghiacciai che circondano il Cerro Torre,
l’inaspettata sua decisione di mostrarsi in tutta la sua completezza, dopo ben
40 giorni di nuvole sulla cima, ci apre il cuore! Nel 2007 solo due alpinisti
sono arrivati in vetta.
Laguna Torre, Laguna Los Tres, Laguna Fitz Roy ... i
bivacchi degli alpinisti, qualche Biker Solitario, i nostri fiati che si
formano e si congelano spezzandosi cadendo nel fitto sottobosco, che poi
sparisce nettamente, per il clima ostile, non per l’altitudine - il vento che
si fa sentire e la temperatura di notte così rigida anche ora che è “estate”
non permette a nulla di crescere lì attorno se non al ghiacciaio, che nei
momenti limpidi regala colori forti accesi luminosi. L’assenza di odori. Che
strana!
Così come l’assenza di luce provata a Penisola Valdes , 600
Km di distanza dal primo centro abitato, immersi nel buio, quando il buio non è
ansia non è paura ma riposo, pace, “assenza di luce”, risveglio del tuo io,
volta celeste ...ma di qs parleremo dopo qualche giorno!
El Calafate
Tra tutti i posti è forse quello che mi è piaciuto meno ..
Niente che non vada, ma bisogno considerarlo solo come una tappa obbligatoria
per poter accedere a meraviglie della natura come il ghiacciaio del Perito
Moreno, Upsala, Onelli .... è la cittadina più vicina, moolto americanizzata,
mooolto turistica, tutto in inglese e il fascino di El Chalten te lo puoi
scordare. Peccato. Lo noti ancora di più durante un viaggio così.
Ma i ghiacciai bisogna vederli una volta almeno nella vita!
Indossare i ramponi da ghiaccio già che sei lì e camminarci
sopra, sentendo i crepacci tendersi, il ghiaccio muovere – è vivo - a volte un
seracco si apre poco distante da te, il fragore che puoi sentire è un rumore
che non hai mai percepito prima, che ti fa rabbrividire e sorridere al tempo
stesso. Mai paura. Solo natura. E’ normale. Ti senti vivo, come viva è la
natura intorno. Per noi Europei un ghiacciaio sul mare è veramente incredibile,
abituati come siamo a vederli ai piedi del M.te Bianco o cmq in altitudine!
Puerto Pyramid –
Puerto Madrin – Punta Northe
Penisola Valdes.
E il viaggio continua, siamo ormai verso le utlime tappe
.... da nord a sud e da sud si risale lentamente ...
Volo per Trelew, e con l’auto a noleggio ci facciamo i ns previsti
600 Km per girare la penisola, fino a Punta Northe e tornando all’interno. Le
strade sono assurde, sterratissime e infinite, sembra di essere in un
cartone animato. Puerto Pyramid come
base di partenza, poi nel bel mezzo del
“nulla” abbiamo pernottato all'Estancia Elvira . . una fattoria con 15.000
pecore (è la più piccina!!!) ed eravamo gli unici ospiti.
La strada, rigorosamente sterrata non si addice ai turisti ‘comuni
mortali’, devi proprio averla l’ispirazione per visitare la penisola! E poi ne
sei ampiamente ricompensato ..
Tanti animali, guanachi, volpi, armadilli, road runners,
lepri, e poi loro i leoni marini, i pinguini, ... che meraviglia, dopo un po’
ti sembra facciano parte della famiglia... e riesci anche a fare un bagno, se
sei fortunato con il tempo , che ovviamente continua a cambiare con la stessa
velocità del vento che caratterizza questo viaggio.
Poche spiagge, ma paesaggi mozzafiato, strapiombi
sull’oceano, senza contorni, senza
limiti nè costrizioni. L’orizzonte lo percepisci appena, i colori sfumano
laggiù distanti, e poi le scogliere a picco dove in fondo puoi notare i veri
abitanti del posto.. loro, i leoni marini, ammucchiati in pace con il mondo. Le
rare spiagge sono delle distese dove i pinguini di magellano con i loro piccoli
gironzolano tranquillamente, non hanno paura di te – perchè dovrebbero averne ?
– semplicemente li incuriosisci ...
I cuccioli di leone sporchi sul muso di latte, e poco
distante un albatros che finisce i resti
una placenta .. il richiamo della natura... lo puoi sentire gridare forte. Qui regna sovrana. Il "nulla" ,
inteso come spazio e le distese sconfinate che ho visto soltanto nella penisola
Valdes .. i colori forti li porto ancora negli occhi. Il silenzio assoluto. E tutto il resto. Il posto ideale forse per scrivere un libro.
A Valdes vorremmo tornare, qualche giorno in più per vedere
le stelle ... per restare su una spiaggia la sera e poi ci sono mancate le
balene e gli elefanti marini – stagionalità!!
Iguazu
Rientrando a B.Aires per tornare in Europa, perchè non fare
un salto a Iguazu ? Del resto le famose cascate, dal lato brasiliano o dal lato
argentino.. bisogna pur vederle no ? difficile dire quale sia più bella... Sicuramente
dal lato Brasiliano richiede meno ore, poichè si cammina meno e ci sono meno
passerelle, ma il salto del Diablo è impressionante. Dal lato Argentino
divertimento assicurato anche grazie ai mega gommoni... sì un po’ da turista questo
itinerario, ma alla fine di una vacanza così .. ci può anche stare!!! Un caldo
pazzesco....
E' stato proprio uno spettacolo di viaggio. L’ho chiamato Il
viaggio dei Viaggi. Da vivere, da portare poi con te. Ogni giorno in cui aprivo
gli occhi su un paesaggio nuovo dirsi “valeva la pena” oppure “solo per questo
il lungo viaggio affrontato è ripagato” , ecco quando lo dici OGNI santo giorno
vuol proprio dire che è stato non bello
di più. Che ti ha dato tantitssimo, che le tue aspettative nonostante
fossero alte.. non sono state deluse. E quanto avevo letto sulle guide e i
libri non era utopia ... sarà difficile
farne altri all'altezza di questo.....
Che ne dici del NEPAL ?!?!?! :-))))
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