
| Il racconto del team Indoboard alla loro prima 24h estera: Monaco |
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Siamo appena rientrati dall’esperienza della 24h di Monaco di Baviera, una
gara ben nota tra gli appassionati dell’Endurance in mountain bike e già sede
del campionato europeo 2008 di 24 Ore di Mtb.
La nostra squadra, l’Indoboard Team (componenti, per l’occasione, Eduardo
Liberi “il Capitano”, Giacomo Liberi “Jacky”, Paolo Fascendini “il Bellone” e
Michele Bertolini “Fisico”) – che ha già partecipato a diverse tappe del
Campionato 24h Cup – aveva programmato da mesi questa trasferta in terra
teutonica.
L’esperienza nel complesso è stata molto positiva, al di là della pura
partecipazione agonistica, e dei meri aspetti tecnici, per tutto l’entusiasmo
che il team ha profuso per l’intero weekend e per la consueta magica atmosfera
che si respira in queste competizioni totalizzanti.
La gara si è svolta nello splendido scenario dell’Olympiapark di Monaco, un
complesso di 850.000 metri quadrati non lontano dal centro città che sorge nel
mezzo di un enorme parco costruito per i giochi olimpici del 1972, tenuto vivo
tutto l’anno vari eventi.
Sebbene il clima tipicamente continentale non sia stato particolarmente
clemente, visto il periodo dell’anno, regalandoci abbondanti scrosci di pioggia
e temperature invernali (di notte sono stati registrati ben 5°C), la gara ha
entusiasmato sia i partecipanti (circa 2500 atleti) sia un folto pubblico di
appassionati e curiosi.
Come previsto, il Percorso (circa 10 km e 90 m di dislivello) non
presentava caratteristiche tecniche particolarmente impegnative, essendo
caratterizzato da lunghi tratti pianeggiati e asfaltati dove il gioco delle
scie si rivelava deciso per la buona riuscita di un giro. Poche e brevi erano
le parti guidabili e divertenti. Inoltre le abbondanti piogge dei giorni
precedenti la gara hanno costretto gli organizzatori ad eliminare alcuni
passaggi nel bosco e su fondo sterrato.
Positivo il fatto che, nonostante la presenza di numerosi concorrenti lungo
il tracciato, il Percorso si è presentato sufficientemente ampio da permettere sempre
i sorpassi, evitando problemi di traffico, rallentamenti e rischi di incidenti. L’ambientazione, comunque, è risultata molto gradevole per la varietà delle caratteristiche del Percorso (sterrato/asfalto, brevi salite alternate a veloci discese ecc. …) e per la bellezza del parco in cui si correva. In special modo, la zona cambio, allestita all’interno all’Olympia Stadium, uno dei templi mondiali dello sport, è risultata particolarmente suggestiva, con il tracciato che percorreva l’anello della pista di atletica (pensate inoltre all’emozione di fare una doccia nello spogliatoio usato per anni dagli atleti del Bayern Monaco…).
Una piccola nota di demerito va fatta, però, emergere relativamente all’organizzazione
dell’evento. Forse siamo stati un pò penalizzati dalla lingua, ma l’approcio
alla manifestazione non ci è risultato certo immedianto.
Inoltre risultava più faticoso trovare qualcuno in grado di sostenere il
nostro inglese scolastico che non percorrere un giro “a cannone”...
Il sistema di cronometraggio prevedeva l’utilizzavo un transponder per
singolo concorrente da montare sul telaio della bicicletta. Inoltre ad ogni
cambio la procedura prevedeva il passaggio, da un concorrente all’altro, di un
Testimone costituito da un braccialetto.
Complessivamente il giudizio della squadra sull’intero weekend è
assolutamente positivo. Ci siamo divertiti, partecipando ad una manifestazione
in qualche modo “mitica”, trascorrendo i “soliti” 2 giorni tra risate,
discussioni, fatiche e soddisfazioni. Certo speravamo in qualche single track un
pò più agguerrito, ma ogni gara è una storia a sè e questo è anche il bello!!
E il prossimo anno......Lisbona?
Paolo - Indoboard Team
Appassionatamente
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