
| Mauro alla sua prima da solo in Val Rendena |
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Per descriverla con i numeri basta poco, 35 i giri fatti, 210 i chilometri percorsi, 13 abbondanti le ore passate in sella, e per finire 101 su 170 la posizione in classifica.
Avventura cominciata un mese prima, quando ho deciso, dopo molti pensamenti, di iscrivermi. Iscrizione inviata, è cominciato il lavoro di organizzazione Logistica dell'evento. Ho acquistato una tenda, materassini, sacchi a pelo, Luci e lucinevarie, seggiole, insomma tutto quello che si immagina possa servire per un paiodi notti, per me e mia figlia che anche in questa occasione ha deciso diseguirmi. Insieme a tutte ledivise di ricambio, un paio di cambi, più bike e tutto ciò che poteva servireper pedalare di notte e per non essere costretto a rinunciare per guasti meccanici. Per farla breve venerdì mattino alla partenza da casa la macchina era piena.
Durante il viaggio, un paio d'ore di macchina, l'entusiasmo di mia figlia era evidente, per lei era la prima volta in tenda ed anche la prima volta via dacasa da sola con me.
Una sudata per montare la tenda, il sole picchia che è una meraviglia, qualche foto per immortalare
Cena dalla suocera, che ha un'appartamento proprio a Bocenago, e poi in tenda. Per l'agitazione della novità, fatichiamo a prender sonno.
E' mattino presto quando il sole ci sveglia, ed il campo che ieri era semivuoto comincia ad animarsi, arrivano camper, furgoni carichi di pali e di bike,facciamo colazione ed alle 10 sembra di stare in un campeggio la settimana diferragosto.
In fondo alla griglia, dove sono solito posizionarmi, c'è un'appartenente allasquadra che organizza la 24h di Roma che "cavalca" una vecchiamountainbike "truccata" da cavallo, e non è l'unico personaggio"strano" che popola questa parte di griglia. Quattro chiacchiere con quelli che stanno attorno, le ultime raccomandazionidello speaker e poi un colpo di cannone segna l'inizio della gara.
Non ho esperienza e pertanto neanche strategie di gara, l'unica cosa che pensodi fare è pedalare finche ne ho e poi riposarmi. E così come prima frazione faccio nove giri, di cui gli ultimi tre passati combattendo contro i crampi edil primo attardato dalla rottura della catena, quando si dice la sfiga.
Pasta party, doccia, un'oretta di riposo e poi riparto.
Verso le 19 la mando dalla nonna, sta per venire scuro ed ho deciso di fare ancora un paio di giri e poi riposare. Verso le 22 la lieta sorpresa di mia moglie che si aggrega a noi, non era previsto, causa impegni di lavoro, e per questo è ancor più gradita, soprattutto per Camilla che così può passare un'altra notte in tenda. Quattro chiacchiere, le mie impressioni e poi a pedalare.
Pedalare di notte ha un suo fascino, il Percorso è illuminato a sufficienza, la lampada sul casco fa il resto, i fuochi artificiali poi devono essere molto belli, tanto che qualcuno si ferma per ammirarli. Altra fermata, altro pasta party, altra doccia, stavoltavoglio provare a dormire anche se non ho sonno.
Dalle tende vicine sento che discutono di strategie per il prosieguo della gara. Sono i componenti di una squadra da sei, sorrido quando sento che parlano dei "paracarri" che incontrano sul Percorso, uno di questi sono sicuramente io, ma a me va bene cosi, sono qui per divertirmi e per fare esperienza.
Sono le cinque quando dopo un'infinita serie di giri e rigiri nel sacco a pelo decido di ripartire, non sono riuscito a chiudere occhio, mi sono reso conto di essermi scottato le braccia con il sole delle prime ore di gara, ed il fastidioso prurito mi ha impedito di dormire.
In questa fase la testa comincia a dare i numeri, mi accorgo che ci metto una vita a fare i conti della serva, giri per chilometri al giro, uguale?, ognivolta che lo rifaccio il risultato cambia. Fortuna che la guida ormai è diventata automatica, le traiettorie si sono pulite e c'è sempre gente sul Percorso che ti incita e ti sostiene.
Ormai sono le otto e trenta circa, a forza di ripetere i conti sono arrivato alla conclusione che per arrivare a percorrere i duecento chilometri che hodeciso di fare mi mancano solo tre giri, un'oretta circa di pedalare, per cui posso permettermi un'altra sosta, con relativo pasta party, doccia e chiacchierata.
All'arrivo avrei voluto alzare le braccia in segno di vittoria ma ho lasciatoperdere per non rischiare capitomboli imbarazzanti.
C'e l'ho fatta, sono veramente soddisfatto, è stato una cosa fuori di testa, mal'ho finita, se poi penso che in ventiquattro ore ho fatto i chilometri che normalmente faccio in poco meno di due settimane, la soddisfazione raddoppia. Ad una settimana di distanza non ho ancora potuto risalire in sella causa impegni familiari e di lavoro, ma dal giorno dopo ho cominciato a fantasticare su quali saranno quelle a cui potrò partecipare il prossimo anno, perché ora che l'ho conosciuto voglio frequentarlo un po' di più questo mondo di Bikers forse un po' "suonati", attori di questo bellissimo spettacolo viaggiante. |
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